GEM Foundation Presenta a Zagabria la Nuova Generazione di Prodotti Globali per il Rischio Sismico

mappa rischio globale GEM

Il 23 giugno 2026, GEM Foundation presenta ufficialmente a Zagabria una nuova generazione di prodotti per la valutazione della pericolosità e del rischio sismico globale. La conferenza, in programma dal 23 al 25 giugno presso l’Università di Zagabria, è ospitata dal Croatian Centre for Earthquake Engineering.

L’evento di apertura, che sancirà il rilascio dei nuovi modelli probabilistici, sarà integralmente accessibile in diretta streaming per la comunità scientifica e professionale internazionale.

Un salto quantico rispetto ai modelli del 2018

La release del 2026 rappresenta un avanzamento sostanziale rispetto alla prima mappatura globale, pubblicata nel 2018. Se la precedente versione aveva offerto per la prima volta una visione coerente e aperta della pericolosità su scala planetaria, i nuovi prodotti ampliano in modo critico il perimetro dell’analisi quantitativa.

L’evoluzione dei modelli non si limita all’aggiornamento dello scuotimento del suolo e delle stime di danneggiamento degli edifici. La nuova suite scientifica introduce parametri complessi quali:

  • La vulnerabilità sistemica delle reti infrastrutturali lineari.

  • Gli scenari predittivi e prospettici del rischio a lungo termine.

  • L’impatto ambientale indiretto, quantificato attraverso il costo in emissioni di gas serra legato alle fasi di demolizione e ricostruzione post-evento.

I prodotti del 2026 non sono semplicemente mappe aggiornate. Mostrano che il rischio sismico è dinamico e multidimensionale“, ha dichiarato Helen Crowley, Segretaria Generale di GEM Foundation.

Estensione oceanica e calcolo probabilistico della pericolosità

Dal punto di vista rigorosamente scientifico, una delle innovazioni di maggiore rilievo consiste nella nuova mappa globale della pericolosità sismica. Per la prima volta, la copertura analitica di tipo probabilistico viene estesa all’intera superficie del pianeta, includendo le aree oceaniche.

Questo ampliamento geometrico e computazionale colma una lacuna critica nei modelli di determinazione del rischio. L’integrazione dei dati oceanici consente infatti di definire con maggiore precisione le sorgenti sismogenetiche e di calcolare l’impatto delle sollecitazioni sulle infrastrutture offshore e costiere. Come sottolineato da Marco Pagani, responsabile della pericolosità sismica di GEM, la robustezza della scienza della pericolosità è il prerequisito fondamentale per qualsiasi stima credibile degli impatti sul territorio.

Logistica e vulnerabilità: l’esposizione delle reti stradali alla liquefazione

Un elemento di forte interesse per la pianificazione territoriale e la protezione civile è la prima analisi globale dell’esposizione delle reti stradali al fenomeno della liquefazione del terreno. La liquefazione si verifica tipicamente in terreni saturi e incoerenti quando lo scuotimento sismico induce un rapido aumento delle pressioni interstiziali, annullando la resistenza al taglio del mezzo.

L’interruzione dei corridoi di trasporto principali determina conseguenze sistemiche severe:

  1. Compromissione della prima emergenza: Impossibilità di transito per i mezzi di soccorso nelle ore cruciali post-evento.

  2. Blocco della catena logistica: Isolamento economico e logistico delle aree colpite.

  3. Rallentamento del recupero: Dilatazione dei tempi e incremento dei costi per le operazioni di ripristino e ricostruzione.

Sostenibilità e ingegneria: la Global Seismic Embodied-Carbon Risk Map

La transizione ecologica impone nuove metriche anche nell’ingegneria sismica. La Global Seismic Embodied-Carbon Risk Map introdotta da GEM mappa per la prima volta le emissioni di gas serra associate ai cicli di vita post-terremoto: danni strutturali, attività di demolizione, gestione e trasporto delle macerie, e successiva ricostruzione.

Questo strumento consente di integrare i criteri di sicurezza strutturale con quelli di sostenibilità ambientale. I decisori politici e gli investitori istituzionali dispongono ora di dati quantitativi per valutare il ritorno d’investimento (ROI) ambientale degli interventi preventivi di adeguamento sismico, riducendo preventivamente l’impronta di carbonio (carbon footprint) legata ai futuri disastri.

Scenari predittivi al 2045 e 2065: la gestione dell’incertezza

Il quadro della release si completa con l’elaborazione di scenari di rischio prospettici calibrati sugli orizzonti temporali del 2045 e del 2065. Tali modelli applicano i percorsi socioeconomici futuri (Shared Socioeconomic Pathways) per stimare in che modo la crescita demografica, l’urbanizzazione, i mutamenti nel patrimonio edilizio e l’adozione di standard costruttivi avanzati possano modificare il profilo di rischio planetario.

Vitor Silva, responsabile dell’ingegneria del rischio di GEM, ha evidenziato come il trattamento trasparente dell’incertezza intrinseca a tali modelli sia l’unico approccio scientificamente corretto. L’uso dell’OpenQuake Engine, il software open source sviluppato da GEM, garantisce la totale riproducibilità dei risultati e la possibilità per la comunità scientifica globale di auditare e personalizzare le assunzioni metodologiche alla base delle stime.