Eucentre nel Progetto MATRICS: Metodologie Innovative per la Valutazione del Danno Quando Agiscono più Pericoli Naturali

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La valutazione del danno multirischio rappresenta una delle frontiere più complesse e urgenti per la salvaguardia degli insediamenti urbani e delle infrastrutture critiche. In questo contesto, la Fondazione Eucentre entra ufficialmente nel progetto MATRICS (Multi-hazard Assessment of TRIggered and Compound riskS), il nuovo e ambizioso programma di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) finanziato nell’ambito del fondo ministeriale “Pianeta Dinamico 2026-2029”. La Fondazione metterà a disposizione il proprio know-how per definire approcci scientifici integrati e strumenti computazionali di nuova generazione.

Il ruolo di Eucentre: dal modello teorico alla piattaforma software

Il coordinamento scientifico della partecipazione di Eucentre è affidato a Barbara Borzi, Direttore di Ricerca della Fondazione. Le attività si articoleranno su due assi di lavoro sinergici, mirati a trasformare la ricerca teorica in soluzioni operative per gli enti territoriali e la comunità scientifica:

  • Sviluppo di quadri metodologici avanzati: l’obiettivo è quantificare il danno strutturale cumulativo o simultaneo quando terremoti, maremoti, frane e liquefazione del terreno interagiscono nello stesso territorio.
  • Realizzazione di una piattaforma software dedicata: uno strumento di calcolo avanzato che renderà operazionali tali metodologie. I rilasci del codice avverranno in modo incrementale per seguire e validare l’evoluzione delle varie fasi della ricerca.

L’esperienza consolidata di Eucentre nell’ingegneria sismica e nella valutazione della vulnerabilità dell’ambiente costruito viene così estesa a includere i fenomeni di innesco, di effetto a cascata e di interazione (compounding) di molteplici rischi naturali.

Il progetto MATRICS e il consorzio scientifico

Il progetto MATRICS è coordinato a livello nazionale da Lucia Luzi, Dirigente di ricerca dell’INGV. Il consorzio scientifico riunisce le competenze multidisciplinari di dieci atenei italiani, del Politecnico di Milano, della Brigham Young University, negli Stati Uniti, e di Eucentre, facendo convergere sismologia, geologia, modellazione strutturale e scienza dei dati. Questa integrazione di expertise rappresenta una delle componenti principali della partnership, consentendo di sviluppare un approccio realmente multidisciplinare alla valutazione del rischio quando più pericoli naturali interessano lo stesso territorio.

Validazione sul campo: lo Stretto di Messina e l’Emilia-Romagna

I modelli teorici e gli strumenti software sviluppati all’interno del progetto MATRICS verranno applicati e calibrati in due aree pilota italiane ad altissima complessità geologica e sismica:

  1. Lo Stretto di Messina: un laboratorio naturale ideale per lo studio degli effetti a cascata, storicamente colpito dal catastrofico terremoto e maremoto del 1908.
  2. L’Emilia-Romagna: area caratterizzata dalla sequenza sismica del 2012, fondamentale per l’analisi del danneggiamento cumulativo e dei fenomeni di liquefazione del terreno.

La scelta di queste aree garantisce una rigorosa validazione delle metodologie. I risultati della ricerca, che si svilupperà nell’arco di quattro anni, getteranno le basi per una nuova visione della prevenzione e della gestione delle emergenze, sia in Italia sia in contesti internazionali affini.