La sicurezza degli edifici moderni non dipende soltanto dalla stabilità delle loro strutture portanti, come pilastri e travi. Durante un evento sismico, l’incolumità delle persone e la resilienza operativa delle infrastrutture sono strettamente legate alla tenuta degli elementi accessori. Per questa ragione, la qualifica sismica dei componenti non strutturali ha assunto una rilevanza strategica fondamentale nel settore delle costruzioni e dell’impiantistica.
Il principale punto di riferimento internazionale per eseguire tali verifiche, il criterio ICC-ES AC156, è stato recentemente aggiornato. Questa evoluzione normativa introduce importanti novità per i produttori che devono certificare la conformità dei propri dispositivi mediante prova su tavola vibrante.
Quali sono i componenti non strutturali a rischio sismico?
I componenti non strutturali rappresentano una percentuale altissima del valore economico e funzionale di un immobile. In caso di terremoto, il loro cedimento può causare l’inagibilità della struttura, ingenti danni economici o, peggio, ostacolare l’evacuazione e inficiare il funzionamento di sistemi di emergenza.
Tra gli elementi principali che richiedono una rigorosa qualifica sismica troviamo:
- Sistemi architettonici: controsoffitti, pareti divisorie, facciate continue e infissi.
- Apparecchi elettrici: quadri elettrici, gruppi di continuità (UPS) e canalizzazioni.
- Impianti meccanici e HVAC: apparecchiature di climatizzazione, caldaie e sistemi di ventilazione.
- Sistemi antincendio: tubazioni, pompe e apparati di spegnimento.
- Infrastrutture IT: armadi rack, server e apparati di telecomunicazione.
Garantire che questi sistemi continuino a funzionare dopo un sisma significa proteggere vite umane e assicurare la continuità aziendale (business continuity).
Il quadro normativo: il ruolo dello standard ICC-ES AC156
Per validare la resistenza di tali elementi, ingegneri e produttori si affidano a standard consolidati. Se per le apparecchiature elettriche destinate a centrali e sottostazioni si utilizzano le norme IEEE, e per l’elettronica generale si applicano i metodi di prova sismica stabiliti dalle norme IEC, lo standard americano ICC-ES AC156 rappresenta il protocollo globale d’eccellenza per la totalità dei componenti non strutturali.
Nato negli Stati Uniti a supporto dell’International Building Code (il principale codice edilizio statunitense), l’AC156 definisce nel dettaglio le procedure per la verifica mediante prova su tavola vibrante. Nonostante la sua origine oltreoceano, questo criterio è ampiamente riconosciuto e applicato anche in Italia e in Europa. Grandi gruppi multinazionali vi ricorrono regolarmente per ottenere la certificazione dei prodotti destinati a infrastrutture critiche in aree ad alta sismicità.
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