Al momento dell’avvio del progetto non era disponibile una metodologia consolidata per la valutazione del rischio di miscele chimiche e di rischi combinati naturali e tecnologici (NaTech).
PEC (Post-Emergency, multi-hazard health risk assessment in Chemical disasters) ha avuto come obiettivo principale lo sviluppo di strumenti per la valutazione del rischio integrato associato a rilasci accidentali di sostanze chimiche industriali in seguito a eventi naturali o antropici.
La validità di questo modello è stata valutata attraverso un caso studio (area campione), considerando gli effetti su strutture e infrastrutture di ipotetici disastri naturali e/o provocati dall’uomo, come terremoti, alluvioni o attacchi terroristici che possono portare al rilascio accidentale di grandi quantità di sostanze chimiche tossiche nell’ambiente.
Gli impatti sulla salute della popolazione e dei lavoratori, sia a breve che a medio termine, dovuti all’esposizione a sostanze chimiche tossiche assorbite individualmente o in combinazione, sono stati determinati e quantificati sulla base di:
- caratteristiche del disastro iniziale (tipo e intensità),
- grado di vulnerabilità di edifici e infrastrutture,
- quantità di sostanze chimiche immagazzinate o manipolate negli impianti industriali, grado della loro dispersione in differenti matrici ambientali e livelli di contaminazione chimica nella zona del disastro.
I recettori chiave considerati hanno incluso i dipendenti presenti negli impianti chimici colpiti durante l’incidente, i soccorritori di emergenza e la popolazione locale.
È stata inoltre sviluppata una matrice di prioritizzazione del rischio basata sul livello di danno potenziale alle infrastrutture e sui possibili rischi per la salute pubblica, con l’obiettivo di fornire informazioni strategiche per una migliore ed efficace pianificazione delle azioni di protezione della salute pubblica in caso di disastri chimici.